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Sabir significa cittadino del Mediterraneo

Di Vagghelis Karagheorghou – Traduzione di Elettra Stamboulis

(Pubblicato sul quotidiano EfSyn del 5-6 novembre 2016)

 

La Sicilia è bellissima ed è l'isola più grande del Mediterraneo. Al nominarla, però, subito compare nella mente della maggioranza il termine Mafia. Cosa Nostra si è ingigantita dopo il 1860, quando Garibaldi occupò l'isola e impose l'Unità d'Italia. I siciliani non videro di buon occhio l'annessione. Così dal 1861 fino al 1870 ci fu una guerra di resistenza. La sottomissione violenta non cambiò l'immagine che i locali avevano dell'Italia. Continuarono ad affrontarla con diffidenza e non accettavano che le istituzioni romane regolassero la loro quotidianità. Si fidavano molto di più di “istituzioni” locali, anche se invisibili e illegali – affidavano le “loro questioni” a Cosa Nostra.

Ma non tutti i siciliani sono chiusi e localisti. Ce ne sono molti che si autodefiniscono siciliani, ma che, pur non dichiarandosi cittadini del mondo, sicuramente rivendicano un'identità fortemente mediterranea. Sono di questa opinione gli organizzatori del Festival Sabir, alla sua terza edizione, supportato dagli enti locali e dall'università a Messina e successivamente a Catania.

Sabir si chiamava la lingua comune parlata nei porti del mediterraneo dall'XI al XIX secolo. Si intuisce che il termine è particolarmente azzeccato per un festival politico e culturale, che indaga l'esistenza di un'identità condivisa nel bacino del Mediterraneo tra i popoli che lo abitano.

Nei quattro giorni di durata del festival ci sono state rappresentazioni teatrali e musicali, nonché proiezioni che si sono concentrate sulle singole culture del Mediterraneo e allo stesso tempo hanno promosso gli elementi di comunanza che vi sono tra queste, derivanti dagli scambi culturali e dalle influenze reciproche.  

Oltre agli eventi culturali, vi sono molti laboratori, discussioni e forum in cui gli oltre 90 ospiti hanno cercato di concentrarsi sia sui problemi che sulle pratiche comuni mediante le quali i cittadini li affrontano o potrebbero affrontarli in futuro, imparando dalle esperienze degli altri. Così nell'edizione di quest'anno le luci hanno illuminato il tema dei rifugiati, dei diritti umani, la radicalizzazione islamica, e ovviamente la crisi economica. Parallelamente c'è stata anche una ampia discussione sulle reazioni della società dei cittadini ai problemi, con particolare attenzione al movimento di solidarietà creatosi per l'arrivo dei richiedenti asilo, alle primavere arabe e ai movimenti di cittadini nel mondo islamico, agli indignados spagnoli e quelli di piazza Syntagma, ma anche agli sviluppi politici del sud dell'Europa, come l'emergere di nuovi soggetti come i Podemos in Spagna e i M5S in Italia, senza dimenticare il governo di Syriza in Grecia.

Nella grande discussione del pomeriggio della prima giornata di Sabir il tema era la crisi economica e le alternative possibili. Il panel era coordinato da una turca, mentre il relatore spagnolo, parlamentare di Podemos Pedro Arrojo e il docente universitario Tonino Perna hanno analizzato sia a livello generale che nel concreto il modello di quotidiano cooperativo che avete tra le mani, che è stato descritto dallo scrivente. Efymerida ton Syntakton mostra quali prospettive possano avere le cooperative, ma anche l'economia sociale in senso più ampio, e ha acceso un dibattito molto stimolante. L'importanza di un dibattito siffatto in un contesto multiculturale si è resa evidente quando un canale turco ha richiesto un'intervista, riflettendo sul fatto che oggi che centinaia di giornalisti a causa di Erdogan sono rimasti disoccupati, diviene forse importante l'esempio di “EfSyn” come possibile soluzione.

L'altro dibattito interessante dal punto di vista ellenico è stato quello relativo al rapporto tra politica e movimenti, ove malgrado la presenza di un parlamentare spagnolo e di uno italiano dei M5S, parte della discussione si è concentrata sull'esperienza di Syriza e in particolare su come è stata realizzata l'alleanza sociale che l'ha portata al potere, ma anche come si è sviluppata la cocente sconfitta della scorsa estate. In questo dibattito c'è stata anche la comunicazione di una “notizia”. Il rappresentante del M5S, malgrado abbia occupato parte del suo intervento per mostrare come il suo movimento a differenza di Syriza e Podemos non abbia una connotazione di sinistra, ha poi concluso dichiarando che il suo partito farà una proposta di alleanza su alcuni punti precisi ai due partiti a livello europeo.

Ma visto che se fossimo rimasti ancorati sempre ai temi greci avremmo sacrificato la ricchezza di Sabir, vorremmo menzionare almeno altri due interventi per farvi sentire l'ampiezza del Festival. Uno riguarda lo sviluppo dei fumetti in ambito mediterraneo e l'ha organizzato Elettra Stamboulis, di origine greca – che ringraziamo per il suo aiuto nella traduzione – e l'altro riguardava il turismo alternativo nell'area. La presentazione è stata fatta da un giornalista italiano che in sei mesi ha percorso in bicicletta 10.000 km intorno al bacino, trovando anche la donna della sua vita, uno scrittore e skipper che da un decennio naviga questo mare e da un gruppo di tre studenti universitari che nell'ambito di una ricerca hanno avviato un percorso a piedi, in particolare in Grecia, lungo la vecchia via Egnatia, facendo oggi partecipare a questa impresa più di 1.000 persone da diversi paesi.

È difficile descrivere l'importanza e la ricchezza di Sabir, per questo visitate il sito www.sabirfest.it oppure informatevi contattando la commissione organizzativa, così magari l'anno prossimo saremo più greci a partecipare e, perché no, a coorganizzare.  

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