Un'intervista con Wostok

Intervista a Julie Doucet, inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 (2003)

Wostok non è il nome di una vodka serba, ma lo pseudonimo di un disegnatore, poco conosciuto in Italia, ma ben noto nel suo Paese, e anche in altri paesi europei. Per gli appassionati: vi ricordate la copertina del primo Stripburek, con un uomo vestito in abiti tradizionali sulla luna? Bene, era proprio del nostro. Abbiamo pensato che fosse un peccato che la sua verve dissacratoria direttamente proveniente dal profondo underground balcanico non fosse nota anche in Italia. Così abbiamo deciso di pubblicare questa storia, non proprio nuovissima, ma che ci aveva divertito molto. Lo abbiamo anche incontrato alcuni anni fa al festival di Pancevo GRRR! Presentava in diretta al pubblico un suo cortometraggio, in cui comparivano Zagor e il suo aiutante che combattevano contro gli indiani sniffacolla. Tutto era ambientato nel cortile del suo giardino e gli attori erano vicini di casa, il padre e lo stesso regista: visto che il cortometraggio non era poi tanto corto ed era soprattutto in serbo, la visione era velocizzata e sottotitolata dal vivo dallo stesso Wostok…l’effetto era una sorta di b-movie in cui Franco e Ciccio in versione serba venivano tradotti in inglese da Ollio…è inutile dire che è stata una visione indimenticabile.


E: Wostok, chi sei? Vuoi presentarti…


W: Sono un curatore, editore di fanzine, disegnatore, regista di trsh film, lavoratore manuale, baby sitter, sognatore e fannullone della città di Vrsac nel nord della Serbia.


E: Raccontaci qualcosa del tuo lavoro: pubblichi direttamente i tuoi fumetti o pubblichi anche mediante editore? Cosa ci dici in generale sull’editoria in Yugoslavia.


W: Pubblico i miei lavori direttamente quando ce la faccio, altre volte con un editore. I miei lavori sono stati pubblicati su libri di lusso, riviste letterarie ma anche su numerose Xerox zines. Devo confessare che per me la piena libertà di espressione è molto più importante dell’aspetto esteriore delle pubblicazioni in cui compaio.


E: I tuoi lavori sono spesso sarcastici e in un certo senso i protagonisti sono eccessivi, le storie non sono realistiche, ma una distorsione della realtà. Sei d’accordo con questa interpretazione? Come può essere definito il tuo lavoro?


W: Sì, concordo con la tua interpretazione, soprattutto quando dici che le mie storie sono di fatto spesso “una distorsione della realtà”. I penso che quello che vediamo come realtà nella vita di tutti i giorni è così deformato e lontano dalla verità, che l’unico mezzo attraverso cui noi possiamo giungere più vicini alla verità è di distorcere e capovolgere al massimo la nostra visione, allora, quando tutto diventa assurdo, stupido e buffo forse possiamo vedere la vera verità nascosta dietro il muro dell’illusione quotidiana.


E: Hai scritto in una mail che uno dei tuoi libri preferiti è Kaputt, di Curzio Malaparte. Sono rimasta colpita da ciò, visto che questo libro non è poi così famoso neanche in Italia. La cultura italiana e la letteratura hanno un posto importante nella tua vita? In generale, mi sembra che nell’Ex Yugoslavia siete stati molto toccati dalla cultura italiana. È vero anche ora o è un fatto del passato?


W: Sì, ho trovato Kaputt uno dei libri più impressionanti tra quelli che ho letto in molti anni. Mi piace quella mistura di Malaparte di fatti, realtà, sogni, e strane visioni. Per me Kaputt dice molto di più sulla Seconda Guerra Mondiale di altri libri basati esclusivamente sui fatti. Sì, la cultura italiana ha avuto un grosso impatto sulle culture della Ex Jugoslavia. Saresti sorpresa nello scoprire quanto Alan Ford ha influito sui nostri fumetti, film, musica rock, teatro.. praticamente su tutti i campi della cultura!

E: E ora, dicci qualcosa su questa storia. Chi è il protagonista? Che tipo di personaggio rappresenta?


W: Questa storia è stata originariamente scritta da Nabor Devolac, uno scrittore, attore, musicista underground e artista sperimentale della mia cittadina. Il protagonista Stojan è un tipico personaggio originario delle montagne dei Balcani a prescindere dalla sua nazionalità. Rappresenta un uomo agli estremi totali! È assolutamente buono e assolutamente cattivo, con se stesso o la gente, infantile, bizzarro, divertente … e a volte pericoloso!


E: So che hai realizzato alcuni cortometraggi. Ci dici qualcosa di queste produzioni…


W: Dal 1997 al 2001 ho ripreso circa 40 cortometraggi “low fi”. Molti personaggi strani e lunatici del mio paese hanno preso parte a questi film sperimentali.


E: Vivi in un piccolo paese, come Zograf. È una scelta, un problema o solo un caso?


W: Una volta ho detto che “Sono nato, vivo e vivrò tutta la mia vita sicuramente a Vrsac!”. Una cittadina piccola, ma interessante in cui esiste il più grande ospedale psichiatrico del nostro Paese. È semplicemente impossibile vivere in questa città e non notare tutti gli strani personaggi che girano nel parco, alla fermata dell’autobus, o nel centro della città. Trovo questa ambientazione di grande ispirazione per un artista sperimentale come me.


E: …Ma, anche se vivi in questa piccola città, stai sempre producendo qualcosa e trovi sempre storie da raccontare. Ci puoi dire qualcosa dei tuoi progetti futuri?


W: Credo di essermi tirato indietro un po’ troppo fino ad adesso. Ora sto cercando di comunicare il mio lavoro molto più di prima.


E: Un’ultima domanda: se tu fossi un editore, con un pacco di soldi che vuoi spendere, che fumetti ti piacerebbe pubblicare in Serbia?


 W: Sai negli ultimi decenni ho tenuto un mucchio di workshop di fumetto con molti appassionati: partecipavano bambini, ragazzi, nonne, ecc.. Ho compreso che molti di questi outsiders hanno uno spirito molto più fresco e sperimentale dei fumettisti di professione! Mi piacerebbe pubblicare una selezione di questi “fumettisti naif!  


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