R.A.M. Mostrei di artisti ravennati


Nel due qualcuno si fa sempre male - Maria Ghetti

Pubblicato nel catalogo R.A.M. 2013, GIUDA edizioni, Ravenna

Nel due qualcuno si fa sempre male. 


Il presente non è ciò che si è, ma ciò che si fa...

Noi non percepiamo, praticamente, che il passato dal momento che il puro presente è l’inafferrabile progresso del passato che erode il futuro1


Maria Ghetti opera come una ricercatrice sociale dello spazio, un’artefice che vuole rendere visibile l’invisibile, un’ape operaia nello spazio obsoleto. È una transumante della campagna. Poggia i piedi tra Torri di Mezzano e il Belgio. Si interroga sull’integrità del sé come farebbe un giovane Jung: la relazione tra l’Io e il sé, che può essere orizzonte e possibilità. L’orizzonte è una meta, non solo e non tanto fisica, e la possibilità nuota nella costante e incessante vorticosità del mutamento. 

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ROM.AGNA Pratiche di transumanti

Pubblicato nel catalogo R.A.M. 2013, GIUDA edizioni, Ravenna

“Trasumanare” è uno degli innumerevoli neologismi utilizzati da Dante e significa andare al di là dei limiti della natura umana, trapassandola, trasformandola, fino a superarla per aderire ad una natura più alta, alla natura divina. Ripresa da Pasolini nella raccolta Trasumanar e organizzar, è diventata la parola guida di questa edizione di RAM: una sollecitazione partita dall’analisi delle biografie degli artisti e curatori vincitori di questa edizione, giocando con una parola affine fonicamente come transumante. Entrambi i termini, uno alto, letterario, l’altro legato alla pastorizia, a una delle attività più antiche dell’uomo, sono legati al viaggio, all’attraversamento, alla condizione mutabile.  

La comunità artistica che ci troviamo davanti ci ha rimandato a questi due concetti: in questa nona edizione di RAM il tema su cui si sono trovati a lavorare gli artisti premiati è emerso da loro, da quello che loro comunicano con le loro storie e biografie. 

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R.A.M. 1999 - 2013

A cura di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini


R.A.M. 1999

Partecipanti: Andrea Birgit Hess, Sara Guberti, Davide Reviati, Luca Gambi, Gianluca Costantini, Remo Suprani, Vincenzo Izzo e Pietro Bruni.

Testi critici: Sabina Ghinassi, Giulio Guberti, Michele Tosi, Serena Simoni, Cesare Fabbri, Dede Auregli, Francesco Coniglio, Ferruccio Giromini e Cinzia Medri.



R.A.M. 2001

Vincitori: Giulia Ricci, Leonardo Guardigli, Caterina Baldassarri, Emiliano Marangoni, Marco Paci e Andrea Salvatori.

Segnalati: Anna Visani, Daniele Gemignani, Greta Guberti, Barbara Ruzziconi e Francesca Proia.

Testi critici: Marco Bravura, Sabina Ghinassi, Maria Rita Bentini, Serena Simoni, Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis e Giulio Guberti. Ospiti: Chiara Dynys.

R.A.M. 2002

Vincitori: Silvia Chiarini, Francesco Izzo, Anna Visani, Wladimiro Bendandi, Francesca Proia, Greta Guberti, Angelo Mennillo, Marco Lobietti e [M]design. Segnalati: Marco Antonini, Lucia Baldini, Filippo Farneti e Anna Visoni.

Testi critici: Elettra Stamboulis, Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi, Serena Simoni, Giulio Guberti, Silvia Rampelli, Ferruccio Giromini e Vanni Brusadin. Ospiti: Joe Sacco, Radiodervish e The Montgolfier Brothers.

R.A.M. 2003

Vincitori: Yuri Ancarani, Marco Antonini, Flavio Montelli, Nadia Trotta, Lia Pari e Loretta Zaganelli.

Segnalati: Bordello Filosofico, Marco Trinchillo, Anita Righi, Alberto Vitali, Francesco Cornacchia e Massimiliano Fabbri.

Testi critici: Elettra Stamboulis, Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi, Ferruccio Giromini, Alessandro Pitrè, Serena Simoni e Giulio Guberti.

Ospite: Marjane Satrapi.

R.A.M. 2005

Vincitori: Luca Merendi, Antonio Moro, Roberta Salvatori, Daniele Pezzi, Eugenio Bucci e Cesare Fabbri.

Testi critici: Arianna Moratelli, Gruppo Amarena, Davide Zannoni, Federico Broccoli, Alessandro Ripa, Giovanni Ruggeri e Francesco Borghesi. Curatori: Carlo Branzaglia, Elettra Stamboulis, Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi e Serena Simoni.

R.A.M. 2007

Vincitori: Filippo Pirini, Maurizio Battaglia, Francesco Neri, Clìo, Giovanni Lami, Francesco Borghesi e Marina Sangiorgi. Testi critici: Gaia Carboni, Mauro Bendandi.

Curatori: Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi, Serena Simoni, Elettra Stamboulis, Giancarlo Papi e Viola Giacometti.

R.A.M. 2009

Vincitori: Laura Baldassarri, Nero, Francesca Gardini, Emiliano Biondelli, Roberta Galassini, Yukiko Nagai e Marco Tofi.

Testi critici: Esmeralda Baliva, CaCo3 e Alice Roncarati.

Curatori: Viola Giacometti, Massimiliano Fabbri, Alberto Zanchetta, Maria Rita Bentini, Silvia Loddo, Serena Simoni, Sabina Ghinassi e Claudio Musso.

R.A.M. 2011

Vincitori: CaCo3, Lucia Calfapietra, Ilaria Cuccagna, Emilio Macchia, Filippo Molinari, Silvia Naddeo, Fabio Targhini e Andrea Zoli.

Segnalati: Gaia Ferrario, Alessandra Saviotti, Marianna Liosi, Giovanni Lanzoni, Luca Barberini e Maghmeh Farahvash.

Testi critici: Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi, Elettra Stamboulis, Massimiliano Fabbri, Gianluca Costantini, Fabio Targhini, Claudio Musso e Claudia Casali.

R.A.M. 2013

Vincitori: Alessandro Camorani, Naghmeh Farahvash, Maria Ghetti, Fabiana Guerrini, Samantha Holmes, Giovanni Lanzoni, Luca Maggio, Antonella Perazza, Stefano Pezzi Segnalati: Roberta Grasso, Mirko Dadich, Caterina Morigi.

Testi critici: Maria Rita Bentini, Sabina Ghinassi, Elettra Stamboulis, Massimiliano Fabbri, Linda Chiaramonte, Antonella Perazza, Luca Maggio. 

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Abecedario della storia sotto il tappeto

Pubblicato nel catalogo R.A.M. 2011, GIUDA edizioni, Ravenna

RAM è la selezione biennale curata da Associazione Mirada per conto del Comune di Ravenna, che permette ai giovani artisti visivi del nostro territorio da ormai dieci anni di crescere e farsi conoscere a livello regionale, nazionale e internazionale.

RAM non è solo la mostra, che costituisce sicuramente il momento più importante ma non conclusivo di questo percorso, ma è un progetto complessivo di affiancamento e crescita degli artisti coinvolti, attraverso il confronto con i curatori e i critici, la proposta progettuale e la costruzione di un processo di comunità artistica più in generale.

Il tema individuato per l’edizione 2011 si rapporta ancora una volta con la città e i suoi umori, recuperando temi, simboli, suggestioni che appartengono all’humus di Ravenna, rivisitati con l’occhio e le mani degli artisti. Partendo dalla prolusione di Sauro Mattarelli in occasione della visita del Presidente della Repubblica alTeatro Alighieri, che produceva una serie di esempi di nodi storici e lasciti piuttosto nascosti che gridati nella nostra città, i vincitori di RAM hanno lavorato confrontandosi con i critici, su questo ipotetico abecedario “sotto il tappeto” che forma la nostra identità culturale. Alberi della libertà, permanenza dell’esilio a partire dal più famoso profugo politico ovvero Dante, movimenti anarchici e socialisti, accoltellatori, sono alcune delle suggestioni che hanno condotto alla realizzazione delle opere.

RAM non finisce con la conclusione della mostra, ma continua attraverso l’attività dell’ufficio giovani artisti del Comune di Ravenna che si occupa di diffondere e sostenere la partecipazione degli artisti under 35 locali alle occasioni per loro pensate a livello nazionale. La comunità artistica è fatta di voci e incontri, perché come diceva Lévinas l’Altro venendomi incontro mi espelle dalla mia solitudine. 


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La maschera dell'esilio. Filippo Molinari nello sguardo di Dante. 

Pubblicato nel catalogo R.A.M. 2011, GIUDA edizioni, Ravenna

Ho sostenuto che l'esilio può produrre rancore e risentimento, ma anche una visione più acuta delle cose. Edward Said, Nel segno dell'esilio, 


Esiste una tradizione e una permanenza dell'esilio? Said interpretava la condizione dell'esilio come uno spazio in cui praticare la critica. L'esilio e la memoria, diceva, vanno a braccetto. E condizionano la modalità con cui si guarda al futuro, perché essa dipende dal modo con cui ci approcciamo al passato. Nella permanenza dell'esilio dantesco che è data dalla dimora funeraria del poeta fiorentino, proprio la condizione dell'espatriato per ragioni politiche è stata spesso sommessa, detta sottovoce e non acquisita come elemento sostanziale della volontà di attribuire un'identità dantesca alla città di Ravenna. Anche se nell'ultimo periodo è stato scelto proprio D.A.N.T.E. come acronimo per il progetto SPRAR del Comune di Ravenna che vede oggi fornire asilo politico a 45 persone.

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