Logica delle figure. Logicomix 

Komikazen 6° Festival internazionale del fumetto di realtà, Ravenna 2010

Ho partecipato a molte presentazioni del libro Persepolis con Satrapi quando uscì in Italia e posso testimoniare che tutte le volte c'era qualcuno che faceva la stessa domanda all'autrice: “Perchè non ha fatto un libro e ha fatto un fumetto per raccontare questa storia?”. Marjane prendeva in mano il volume e ripeteva la stessa frase: “Ma io ho fatto un libro”. C'è dietro questo apparente fraintendimento, un preciso blocco culturale, un pregiudizio inconscio o latente, ovvero il fumetto anche se assume la forma libro non è ancora adulto per poter essere considerato tale. Come se la forma diventasse per forza il contenuto. Come se le figure automaticamente ne abbassassero la qualità e l'affidabilità. Le immagini tradiscono, tuttavia le immagini sono da sempre state le prime forme narrative del genere umano. E il fumetto non è altro che una delle evoluzioni della narratività figurativa. Ma è come se la potenza magica e sovversiva, non controllabile (anche se su questo bisognerebbe soffermarsi...) dell'immagine ne condannasse la fruizione e ne limitasse la possibilità di raccontare storie e soggetti. 

È vero che ci sono esempi di presenza della matematica e dei suoi temi nel fumetto, anche in quello popolare come Martyn Mistere, Lazarus Ledd e altri: in alcuni esempi l'aspetto evocativo, fortemente metaforico di locuzioni o lemmi della matematica vengono utilizzati per acuire elementi di mistero o fascinatori del racconto. Ci sono anche storie più ampie, anche se un po' didascaliche, come Ultima lezione a Gottinga dove l'intreccio parte da un'ambientazione durante il nazismo (sembra che per il fumetto sia diventato un leit motiv) per parlare della teoria dell'infinito di Cantor. La matematica, ma anche la fisica e la scienza hanno fornito non solo qualche spunto, ma anche provocazioni visive al mondo del fumetto. 

Logicomix apre sicuramente un altro capitolo nella possibilità del fumetto di narrare: non tanto per la forma (lo stile del disegno è tradizionalmente francese), ma certamente per la modalità con cui si affronta il contenuto, che non è solo la biografia di genio e follia, ma la possibilità di rappresentare questioni di logica ed etica, raccontando una storia.  

Incentrato sulla figura di Bertrand Russell, Logicomix. Un'epica ricerca della verità,  è stato un caso editoriale sia in Grecia, dove è uscito nel 2008 per la prestigiosa casa editrice Ikaros,  ma anche in Olanda e soprattutto negli Stati Uniti, dove il giorno dell'uscita della prima edizione è andato esaurito, entrando nella top list anche di amazon.com. 

Il successo editoriale del progetto risiede probabilmente nella verve che permette anche ai non addetti alla materia di avvicinarsi a temi affascinanti e complessi.  La narratività che usa la cornice degli autori come guide nelle domande che conducono il racconto della vita di Russell, la scelta di approfondire in modo diretto e coinvolgente gli aspetti biografici dello stesso Russell, facendoli raccontare da questi in prima persona, possono in parte spiegare come questo libro abbia appassionato un pubblico ben più ampio di quello del fumetto d'autore.  

L'obiettivo finale di Russell, la creazione di un fondamento assoluto per la matematica e la logica, è sempre stato un inafferrabile sogno ossessivo e gli autori di Logicomix sono riusciti perfettamente a rendere il senso di nostalgia nella vita di Russell per questo obiettivo che risulta impossibile Si delinea così il tema principale del libro: la tensione tra la razionalità, la precisione, la certezza e l'umano mondo delle passioni.
Nel definire i termini e la verifica dei sistemi di coerenza, Russell non si muove in un contesto isolato e attraverso il suo racconto incontriamo altri padri della logica moderna, personaggi del calibro di Frege, Cantor, Dedekind, Hilbert e ancora Whitehead, Wittgenstein.
La grande abilità degli sceneggiatori,  Apostolos Doxiadis e Christos H. Papadimitriou, sta nel  sapiente processo di rielaborazione, semplificazione, riduzione e invenzione, non raccontando semplicemente una storia della matematica e del pensiero logico, ma intervenendo in prima persona nel flusso del racconto, ponendo dubbi e domande sul proprio lavoro e riflettendo a voce alta sullo sviluppo della storia.
La forza di questo libro sta nel suo riflettere sulla narrazione, porre quindi un'ulteriore provocazione alla possibilità del fumetto: di fatto poi questo atteggiamento metanarrativo coincide in un certo senso con la competenza logica e con la riflessione sulla matematica. 


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