Il design all’estero, ma in Romagna

Volete andare a studiare all'estero, ma sentirvi a casa? Beh, c'è l'università di San Marino ... Parte proprio dal piccolo stato situato nella nostra Regione questa indagine sulle opportunità formative in Romagna legate all'ambito creativo.

La facoltà di Design è nata da dieci anni, seguendo un trend che ha visto moltiplicarsi le scuole che propongono un percorso che storicamente è nato al Politecnico di Milano, ma che ha da sempre alcune declinazioni negli ISIA come nell'esperienza faentina, incentrata sulla ceramica. Difficile districarsi tra corsi universitari, pubblici e privati, che sotto la stessa etichetta nascondono in realtà identità piuttosto differenti. Abbiamo chiesto aiuto al prof. Omar Vulpinari, che oltre a insegnare sin dalla fondazione a San Marino, ha una vasta esperienza nel campo della comunicazione e del progetto. 

Che cosa si impara alla facoltà di Design? "Gli indirizzi sono due, ma il primo anno della triennale è sostanzialmente propedeutico. Serve a capire meglio le differenze tra il design della comunicazione e design di prodotto. Ma già dal secondo anno può cominciare a selezionare un percorso più specifico che ti porterà alla fine della laurea triennale a concludere gli studi e cercare di posizionarti nel mondo del lavoro oppure continuare con la laurea specialistica, attiva anch'essa a San Marino o in altri atenei. Bisogna ricordare che il progetto formativo è nato in partnership con lo IUAV di Venezia e, anche se ora la facoltà cammina con le sue gambe, lo IUAV certifica e garantisce l'equipollenza con il titolo accademico italiano". Certo, non dimentichiamoci che siamo all'estero! È come si sta in questo estero così vicino? Cosa trova uno studente che in qualche modo contraddistingue l'esperienza di studi? "Beh, innanzitutto la qualità di un campus giovanissimo sia come strutture, appena rinnovate ma poste in un contesto storico, quindi un'alta qualità ambientale complessiva, sia come corpo docenti, particolarmente giovane e brillante. San

Marino si può permettere, vista la giovane età, di selezionare collaboratori che nascono nella professione e che hanno lo sguardo sul futuro. Così il corso di design ad indirizzo comunicazione è particolarmente indirizzato alla comunicazione dinamica, ad alto contenuto tecnologico, e il design di prodotto è sì incentrato sul prodotto classico, tipo la sedia, ma trova particolare attenzione il prodotto interattivo, che oggi è maggiormente richiesto, insieme ad esempio al biomedicale. La rivoluzione digitale richiede un lavoro più complesso, il presupposto è l'innovazione tecnologica per cui c'è ampio spazi per prodotti innovativi e di servizio". E per la vita serale c'è Rimini? "Certo la repubblica sammarinese non può competere con la lady godiva dell'Adriatico, ma l'atmosfera familiare, da comunità che si vive all'università ha qualcosa di speciale. Sono circa 400 tra studenti e docenti e hanno parzialmente cambiato le abitudini dello stato. Questa possibilità di avere un rapporto individualizzato, capillare, continuo, tra docenti e discenti è sicuramente uno dei punti di valore". E a livello di opportunità lavorative cosa fa l'università? Esiste un accompagnamento al lavoro , un tutoraggio? "Compreso nei tre anni della laurea di primo livello c'è lo stage, che può essere fatto anche all'estero, in più da pochi mesi è partito il parco scientifico tecnologico di

San Marino che offre finanziamenti per idee di Start Up selezionate e uno spazio incubatore, a cui l'università ovviamente collabora. 

Per quanto riguarda il tuo specifico settore ci sono particolari possibilità? "Avendo lavorato per 16 anni per la comunicazione sociale delle Nazioni Unite, ho portato questa esperienza con me e da tre anni ogni anno ci sono studenti che fanno lo stage a Bruxelles per questo ente".

Ci sono sistemi di welfare per gli studenti, studentati o altro? "in realtà no, ma la segreteria fa un ottimo lavoro di supporto. La condizione familiare sta anche in questo. Stare in una realtà piccola, ma accessibile permette di concentrarsi sul lavoro e lo studio, ma essere connessi con il mondo. I docenti hanno come età media 40 anni e gli assistenti spesso sono ex studenti. C'è una rete collaborativa informale molto forte."

E finora chi sono stati gli studenti? "C'è innanzitutto un buon equilibrio di genere, ovvero maschi e femmine in modo paritario, cosa positiva per una facoltà di design. L'età dei ragazzi è bassa, sono in maggioranza appena usciti dalle superiori, anche se c'è qualcuno dirmi orientato, perché magari aveva sbagliato la scelta iniziale. Provengono dalla Romagna e dalle Marche, ma anche molti dal Veneto e qualcuno da qualche regione più a sud delle Marche. Per il momento non abbiamo studenti stranieri, è un peccato". E i docenti? "come dicevo è uno degli aspetti più rilevanti, credo la forza principale della scuola. In questo caso l'internazionalizzazione è significativa, soprattutto nei workshop di luglio. Ma anche il meglio italiano. Ad esempio è venuto Massimo Banzi, l'inventore del microprocessore arduino. 

Ecco dunque un cambiamento significativo nel panorama del monte Titano: non solo piadina e medioevo, ma anche sguardo all'innovazione e alla creatività. Una scelta originale per dire agli amici "sono all'estero" e diventare designer. 


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Commenti: 2
  • #1

    lars (lunedì, 23 maggio 2016 22:30)

    ci siete ancora????????

  • #2

    Elettra Stamboulis (mercoledì, 25 maggio 2016 09:30)

    Salve, se intende se c'è il corso direi di sì: questo è un articolo sulle caratteristiche del corso, non il sito istituzionale dell'università. per quello questo è il link http://disegnoindustriale.unirsm.sm/it/corso-laurea-triennale_2.htm